Il lato umano dei satelliti | Fabrizio Villa

Attraverso la storia del satellite Planck, Fabrizio Villa ci racconta l’intreccio tra creatività dell’uomo e tecnologia. Grandi sfide per la fisica e per l’astronomia ci portano ad approfondire sempre di più la comprensione dell’Universo e ad una riflessione sul nostro ruolo, cruciale, nello sviluppo delle soluzioni tecniche e della comprensione stessa dei risultati delle ricerche.


Bio&Link

Fabrizio Villa è un fisico sperimentale. E’ primo ricercatore all’Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF). Progetta e sviluppa strumenti e telescopi per osservare il cielo. Non da solo – si intende – e nemmeno sensibili alla luce ‘visibile’. Il suo campo principale riguarda lo sviluppo di strumenti a microonde sia per satelliti che per telescopi a terra. Dal 1997 ha lavorato per il progetto Planck, satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciato il 14 maggio del 2009 dedicato allo studio dell’Universo primordiale. Esattamente due anni dopo (14 maggio 2011) si è sposato ma la coincidenza di date è solo casuale. Attualmente è responsabile del laboratorio Cryowaves all’INAF di Bologna, e gestisce per l’Italia lo sviluppo tecnologico di un nuovo ricevitore da installare presso l’osservatorio ALMA in Cile per osservare le molecole che possono originare la vita nell’Universo.

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